…And (No) justice for all

Pubblicato: gennaio 23, 2012 in Attualità
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giovedì, 30 ottobre 2008

le manifestazioni, gli scioperi, le occupazioni. le proteste, i cortei, le autogestioni. il NO di un intero paese che ha lottato disperatamente per difendere il diritto più importante: quello dell’istruzione. No. non posso credere, non voglio credere che sia stato tutto inutile.

eppure, la voce di milioni di ragazzi e di insegnanti si è persa nel vuoto. le loro richieste non sono state prese nemmeno lontanamente in considerazione. perchè in un regime è così, si decide, e non si discute. ed è proprio questo ciò che ormai può essere definito lo stato italiano, un regime. un regime autarchico dove non è possibile alcun tipo di dialettica, di decisione comune. dove più che governare si cerca di ammaestrare un gregge, in cui nessuno possa più sviluppare un’idea autonoma, cosicchè ognuno possa accettare accondiscendente ed incosciente gli imperativi di una classe politica satura di potere e di dominio. e da dove iniziare per mettere in atto un progetto così ambizioso? proprio da ciò che forgia menti in grado di pensare autonomamente: la cultura. e così ecco un disegno fatto apposta per destabilizzare una delle poche cose dell’Italia che faceva invidia al resto del mondo, qual’è appunto il sistema scolastico ed universitario. ma non si tratta di vere riforme, al di là del grembiulino o del 5 in condotta. no, non si tratta di questo. non solo. qui non si parla di riforma, si parla di tagli. tagli del personale scolastico. tagli degli insegnanti, con la riduzione di cattedre, il maestro unico. tagli ai fondi scolastici e alle università, che diventeranno fondazioni nella cui direttiva entreranno a far parte privati. privati. nell’università. pubblica. e le scuole private? niente di tutto questo: i fondi sono sempre gli stessi. identici.

un’indefinita massa di individui privi di cultura, le cui scelte possono essere manovrate a libero piacimento, influenzabili dai media, dai messaggi telematici, dalle ipocrite parole di un politico astuto e buontempone. questo siamo destinati a diventare. e mentre tutta Italia dice NO, e combatte senza fermarsi, nessuno ha orecchie per ascoltare. e il decreto beata ignoranza passa. cosa dovremmo dire o fare? loro hanno il coltello dalla parte del manico. loro sono potenti. noi non siamo altro che inutili, stupidi sudditi. che dovranno subire gli effetti devastanti di questa politica priva di logica e di morale, in cui l’unico obiettivo è il dominio assoluto e incontrastato del paese. che, seppur ignorante, è sempre un paese.

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