Ma ci rendiamo conto?

Pubblicato: gennaio 23, 2012 in anticultura, disAccordi
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venerdì, 13 febbraio 2009

Sapete cosa? a me Marco Marfè che ballicchia e parla a stento in italiano non fa ridere nemmeno un pò. non mi fa ridere guardare i video che spopolano su facebook e su youtube, non mi fa ridere parlarne e scherzarci su con gli amici, non mi fanno ridere le sue imitazioni nelle quali ormai si cimentano un pò tutti. tutto questo, in realtà, mi fa piangere. o forse no, mi fa senso. e non mi fa senso solo l’episiodio in sè, lui stesso, no. non mi dà questa spiacevole sensazione solo lui, perchè non so nemmeno se lui è realmente così, o se sia frutto di qualche arguta strategia di marketing. hanno inventato la talpa, possono inventarsi qualunque cosa. in effetti, se l’assurda psicologia di questo qui fosse frutto di un progetto studiato premeditatamente, non possiamo che affermare che chi lo ha pensato e messo in atto ci ha visto giusto. con la sua idiozia, la sua ignoranza ostentata anche troppo, a livelli forse non possibili nel mondo reale, questo Marfè è riuscito a far parlare di sè. anche io ne sto parlando ora, e forse sbaglio. il mio precendete post è su Barack Obama, e adesso scrivo su di lui. ma in realtà, se ve ne rendete conto, non è realmente di lui che voglio parlare.
si, perchè come si dice, vero o non vero che lui sia così tonto, la madre degli stolti è sempre incinta, dunque non c’è da meravigliarsi per tanta stupidità: se ricordate dei vecchi servizi alle iene, i nostri parlamentari non sono tanto più acculturati (magari a differenza di loro questo Marfè sa quanto dura la gravidanza di una donna o quando fu scoperta l’Amerca). ciò che mi meraviglia e che mi fa abbastanza impressione è il fenomeno mediatico che si sta scatenando dietro la dimostrazione di tale incompetenza. ieri ho trovato un suo video su repubblica.it, e so che i programmi tv fanno a gara per invitarlo. Ma in realtà, questo interesse dei media non fa che riflettere ciò che la gente vuole. perchè, alla fine, ciò che sopra ogni cosa mi preoccupa e mi scandalizza, è la reazione della gente comune. tutti ne parlano, ormai, e soprattutto tutti ci ridono, ci scherzano come farebbero per una gag di zelig. e alla fine è divenuto un punto di conversazione tra chiunque. forse non vi rendete conto che, limitandovi a deridere quelli che con ogni probabilità sono solo gesti e battute teatrali del copione di una squallida recita, state facendo esattamente lo sporco gioco di colui che ha creato questo personaggio e lo ha messo in vendita. e voi, anche deridendolo, intanto ne parlate, intanto lo conoscete e lo fate conoscere. e magari a qualcuno verrà anche la curiosità di vedere un pò cosa fa realmente questo ‘cantante’. ecco, il cerchio si chiude. e voi, che tanto dite di disprezzare una tale ignoranza, che tutto ciò è ridicolo, non vi rendete conto che i ridicoli siete voi a parlarne. e, soprattutto, non vi rendete conto che siete stati solo gli strumenti di diffusione di un prodotto commerciale. usati subdolamente, facendovi credere addirittura che in realtà state mettendo a fuoco il vostro spirito critico a favore della cultura. certo, come no. raccontatela a qualcun altro.

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