Settimana 8, giorno 54

Pubblicato: aprile 24, 2012 in Diario di viaggio
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La cosa bella di quando sei in viaggio è che ti riscopri attivo come non mai. voglio dire, io in realtà non sto mai ferma, nemmeno a casa, ma qui trovo sempre il tempo e la voglia di fare cose che magari normalmente farei con molta più sporadicità e meno impellenza, qui dettata dal ‘tutto e subito’.
Partita di calcio Tom’ – Terek: che spettacolo! sarà stata la partita migliore del campionato, con la squadra di Tomsk, Tom’ appunto (attualmente, ahimè, penutlima in classifica e a forte rischio retrocessione), che ha vinto per ben 3 a 0 sugli ospiti. esperienza veramente da ricordare, era un giorno di primavera splendido, il sole splendeva forte e deciso, e intorno allo stadio un campo giochi brulicava di bambini e famiglie gioiosi per il tempo finalmente clemente. Nonostante stiamo parlando della premier league russa, (dove gioca anche lo Zenit, per intenderci)lo stadio era piccolo, e il livello calcistico era ovviamente ‘diverso’ da quello europeo e quello italiano…ma la situazione mi divertiva da morire. l’ambiente era incredibilmente silenzioso, se non fosse stato per quella cinquantina di Ultràs che sostenevano la loro squadra a squarciagola (e ai quali mi sono subito aggregata a cantare ovviamente).
La mia immersione nel mondo russo è continuata con un soggiorno in dacia. no, non è la macchina. la dacia per i russi è un vero e proprio stile di vita: è la casa in campagna, dove sono soliti rifugiarsi soprattutto dopo l’inverno durante il week-end e i giorni festivi. si trova in genere vicino a un bosco o un fiume, e ha solitamente una sauna, magari con piscina annessa. che storia…questi russi se la spassano eccome! e io prendo esempio…
ieri, dopo una gita per la città, ci siamo concessi la serata intellettuale: concerto di musica sinfonica, al modico prezzo di 5 euro. si, l’intrattenimento qui non costa davvero nulla, e vale ben di più. che emozione. mi mancava da tempo sentire qualcosa di così perfetto, di così corale. i pizzicati dei violini mi portavano in mondi lontani, le delicate atmosfere delle viole e i contrabbassi mi cullavano dolcemente. i flauti e gli ottavini creavano atmosfere fiabesche, rese concrete dai crescendo delle percussioni che lentamente incalzavano melodie struggenti e profonde. sia benedetta la musica…
intanto, dopo l’apparente primavera, sabato la nostra cara Siberia ci ha regalato una bella tempesta di neve. si, il 20 aprile. camminare nel bel mezzo di una tormenta in un bosco di periferia è stata un’esperienza che senz’altro ricorderò. ho visto per la prima volta i fiocchi di neve, quelli veri, proprio come nei cartoni animati, o come quelli che da bambini cercavamo di disegnare sulle cartoline di Natale.
sono felice.
guardo il fiume che ormai scorre veloce, e sento il dolce suono del nulla assoluto che muove da terre lontane, al di là di quell’instancabile flusso d’acqua perpetuo, che solo il gelo assoluto è in grado di fermare.
gli splendidi tramonti mi emozionano e mi trasmettono la pace pià assoluta. il sole sembra più grande, più vicino, quando cala mi sembra quasi di poterlo sfiorare. i giochi di luce che crea tra gli alberi, i rami e i piccoli germogli mi lasciano ipnotizzata.
ti sento, Russia. mi scorri nelle vene.

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