Futuro ‘made in crisis’

Pubblicato: luglio 9, 2012 in Attualità
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Mi capita di pensare al futuro di questa generazione. mi appresto a una piccola laurea, che a poco serve, una laurea da continuare, che forse servirà comunque poco. e guardandomi intorno noto quanto la situazione sia critica.
la cosa peggiore, per me, forse non è nemmeno tanto l’effettiva mancanza di lavoro, di possibilità.
Quello che mi getta nello sconforto è la condizione di perenne sfiducia in cui siamo ormai costretti a vivere.
Ed è peggio della difficoltà pratica, lo sapete perchè? perchè tutti hanno il diritto almeno di credere in un futuro migliore. almeno, tutti lo avrebbero. ma ormai qui con i diritti si fa confusione, con la Fornero che ci nega quello al lavoro, e con un futuro sempre più cancellato dalla crisi, ormai alibi galoppante, che spazza via ogni possibilità, ogni sogno, ogni minimo progetto.
non è giusto. studiamo, ma siamo già sconfitti in partenza. lavoriamo, e perdiamo già le speranze di un contratto degno del nostro lavoro, del nostro sudore, mai adeguatamente ricompensato. ma cosa facciamo, per cambiare? nulla. perchè il sistema va così, e o’ sistema t’incatena, come dicevano i cari 99 posse…
io vorrei fare qualcosa, per la mia città, per il mio paese. non sono della razza degli ‘emigranti per disprezzo’, ma ho paura che mi aggiungerò alle file gli ‘emigranti per necessità’. perchè alla fine, se guardi fuori, la situazione, per quanto critica possa essere, è diversa. ma così la vogliamo proprio far invecchiare e distruggere definitivamente, questa cara, vecchia Italia? a essere sincera, non era il mio obiettivo. ma pare che se lo stia proprio cercando…
tuttavia, sono sempre stata convinta che se una cosa si vuole fare, alla fine, anche se con difficoltà, anche dopo tempo e sacrifici, si fa. e forse anche le nostre sorti verranno risollevate, un giorno, o quelle della generazione prossima. e forse potremo ritornare a fare progetti, senza essere influenzati dall’alibi della crisi, dalla tragedia economica, lo spread, la Merkel e la pensione a 90 anni. e forse potremo fare quello che ci piace, quello per cui abbiamo studiato, per cui abbiamo speso le nostre forze. e forse potremo decidere noi dove, se e quando andare. e forse, potremo tornare ad avere fiducia.

O forse, molto più probabilmente, no.

commenti
  1. Y. scrive:

    “adda passà ‘a nuttata…
    …ma l’alba nun arriva maje”

    (Solitudine e Blues – Blue Stuff)

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