Prendi l’arte e mettila da parte

Pubblicato: settembre 16, 2012 in Riflettevo
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La democratizzazione del sapere coinvolge ormai tutti i campi. Non si tratta solo di istruzione diffusa: parlo di come qualsiasi informazione, qualsiasi nozione possa ormai essere così facilmente alla portata di tutti. In questo, internet fa la parte grossa, insieme a una maggiore accessibilità delle varie tecnologie, da un punto di vista economico ma soprattutto di utilizzo.
Mi spiego. Notate come i mestieri più svariati ormai possano spopolare senza alcun titolo conseguito? come chiunque, guardando un video su youtube, leggendo una risposta di yahoo! answers, guardando su wikipedia possa sapere come fare qualsiasi cosa? come nascano nuovi artisti dal nulla in ogni campo?
Ecco dunque a voi l’esercito dei creativi reinventati. Chi si compra una reflex da 600 euro e si destreggia con photoshop e diventa fotografo. chi armeggia col fimo e diventa gioielliere. chi crea torte a forma di borsa e diventa pasticciere. e vai con le pagine su Facebook che invitano a comprare, o semplicemente mettono in mostra l’arte prontamente appresa…
d’altronde, di cosa ci si può lamentare? in fin dei conti ognuno di noi utilizza i media nel modo che più gli aggrada, e arricchirsi con informazioni su nuove possibilità, nuove tecniche. dunque, sono combattuta sull’opinione in merito.

Dovremmo essere contenti del fatto che chiunque può far di tutto? Che siamo liberi di svegliarci un giorno e decidere di divenire truccatrici ‘professioniste’ dopo aver visto una decina di tutorial? che la conoscenza, a tutti i livelli, di qualsiasi natura, non sia solo un bene ghettizzato, ma accessibile, libero, democratico, res publica sempre, comunque e dovunque? che sia molto più facile scoprire nuovi talenti, altrimenti destinati a rimanere per sempre inespressi?

O forse dovremmo farci un piccolo problema, pensando che magari, con tutte queste informazioni che girovagano per il web e non solo, il rischio è di dare perle ai porci? di avere un netto calo di considerazione di tutta una serie di mestieri veri e seri, appresi, studiati, solo perchè esistono tante cattive imitazioni degli originali? che le competenze faticosamente acquisite da professionisti vengano indegnamente svalutate e confuse con maldestri tentativi di apprendimento rapido grazie all’uso degli strumenti più all’avanguardia (della serie, ‘i ferri fanno il masto’ come si dice a Napoli, o ‘l’abito FA il monaco’ se preferite)?

L’importante, credo, sta nella buona fede di chi impara. che sappia dare il giusto peso alle sue conoscenze, al modo in cui le ha acquisite, e soprattutto alle sue mancanze. Sempre con infinita umiltà.

Ai posteri l’ardua sentenza.

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