Settimana 2, giorno 11

Pubblicato: marzo 14, 2013 in Diario di viaggio
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La Russia.
Ormai è un po’ la mia seconda casa. Un anno dopo, mi ritrovo di nuovo a vivere la primavera di queste lande fredde ed innevate, a vedere gli alberi spogli, a vivere la realtà di dormitori, università, mense, negozi diversi dai miei, ma ormai familiari.
Sento di esserci già stata. Tutto, o quasi, è noto, vicino, so come comportarmi in molte situazioni, cosa è meglio dire e cosa no, anche se rimangono azioni ed espressioni arcane ed incomprensibili…il culture gap, già. e dunque non mancano figuracce e risate, che colorano le giornate mie e delle mie compagne di viaggio.
Ma in effetti, la Russia è grande. e Mosca è ben diversa dalla Siberia, in tantissime cose. Mosca è enorme, 14 milioni di abitanti in tutta l’area metropolitana, 12 linee della metro, edifici imponenti che lasciano a bocca aperta.
E dunque ogni giorno è buono per un giro al centro, per scoprire le mille possibilità di una grande metropoli che vive tutte le sue contraddizioni, quelle di una capitale mondiale inevitabilmente influenzata dal vecchio nemico capitalista, ma che tuttavia tenta, a suo modo, di mantenere ancora una propria cultura indipendente, con le catene di negozi create in competizione con quelle occidentali, che sono comunque presenti in maniera capillare e attraggono un numero di clienti sempre maggiore. Ah, la globalizzazione! alla fine coinvolge proprio tutti.
Mosca è imponente, di una grandezza che non ho mai visto. è tutto enorme: gli edifici, le strade, le piazze, gli incroci (che puoi addirittura rinunciare ad attraversare perchè troppo sconfinati), le stazioni e le linee della metro…ti perdi ad osservarne l’immenso potere che trasmette. ferma in mezzo alla piazza rossa, tra il Cremlino e la Cattedrale di San Basilio, mi sono commossa di fronte a tanta bellezza e maestosità: era l’ennesima possibilità di vedere e toccare con mano la secolare grandezza di questo popolo.
l’università è un’altra grande manifestazione di magnificenza: tanti edifici sparsi per la città, tutti con la stessa struttura a guglie di altezza crescente, a simboleggiare i diversi stadi della conoscenza. la struttura dei corpus principali è esattamente speculare: se dividi l’edificio a metà, stai certo che potrai sovrapporre l’altra perfettamente. dunque, potrai mangiare nella mensa di un’estremità o dell’altra, e non sentirai assolutamente la differenza: se ti ci portassero ad occhi chiusi, non potresti in alcun modo distinguere dove sei. geni (del male?)…
la Siberia è un po’ diversa. là è tutto piccolo, a misura di uomo, centro concentrato, nessuna metropolitana, al massimo le simpatiche marshrutki con i loro viaggi ‘sportivi’, la gente si stupisce alla presenza degli stranieri. qui è tutto nella norma, e non ti meravigli se senti bambini italiani che giocano nel parco in tenuta da neve…
c’è tanto amore. tante coppie, tanti fiori, tanti bimbi. c’è tanta gente, nelle stazioni della metro, anche alle 11 di sera, per le strade, nelle enormi piste di pattinaggio sul ghiaccio, nei parchi, insomma, si vive, sempre e comunque, nonostante il freddo e la neve. Ah, l’inverno russo, spesso soleggiato e senza una goccia di pioggia…nonostante lo stare all’aperto troppo a lungo può iniziare a far addormentare i piedi congelati che vanno avanti per inerzia, devo dire che è sempre apprezzabilissimo, rispetto alle piovose settimane di fine inverno napoletano…
insomma, la Russia è sempre lei. è sempre bellissima, fascinosa, passionale. e io la amo sempre di più.

[stay tuned]

DSCN9691

commenti
  1. sai che fiet e kartoffell?

  2. Y. scrive:

    Ich song Aitanen…unt song amant r’a kartoffeln…

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