Le mie città

Pubblicato: marzo 25, 2013 in Diario di viaggio, Riflettevo
Tag:, , , , ,

In italiano, il nome “città” è di genere femminile. Certo, si tratta solo di un nome astratto, ma avete mai pensato a tutte le concettualizzazioni, le astrazioni che possono derivare da qualcosa di così semplice come il genere grammaticale?

In Italia, la città è donna. è passionale, ti coinvolge con la sua bellezza senza limiti, in maniera del tutto irrazionale e turbolenta: te ne innamori, nonostante le sue tante imperfezioni, nonostante le sue qualità vengano troppo spesso celate da difetti a volte imperdonabili, da lati oscuri da cancellare e dimenticare.
In Italia, la città è donna. è sinuosa, dalle fattezze piacevoli alla vista, ti ammalia con la sua voce melodiosa, ti strega con i suoi sapori deliziosi. è irregolare, intricata, a volte non riesci proprio a capirla, a giustificarla, ad accettarla. Ma è la tua città, così com’è.
In Italia, la città è donna. Nasce, bambina innocente, poi adolescente inconsapevole, e le mille esperienze la rendono adulta, coscienziosa. E da anziana, nonostante appaia grigia e cadente, stanca delle fatiche che ha dovuto affrontare, è sempre là, pronta ad accoglierti, e ad insegnarti la vita vera, grazie alla sua saggezza immensa.
In Italia, la città è donna. Pensi di trovarne un’altra, una migliore, più ordinata, più razionale, più concreta. Pensi che la nuova ti farà dimenticare la vecchia, perché è evidente che sia migliore. Tuttavia, quel legame rimane sempre, quel ricordo idilliaco di quando ci stavi bene, nonostante tutto. Perché è la tua città, e solo quella può esserlo davvero.
In Italia, la città è donna. Quando è solare e ti sorride radiosa, ti lascia esterrefatto per la sua bellezza, e ogni volta che la guardi rimani stupito, come se fosse la prima.

Al contrario, in lingua russa, la città, ”gorod”, è di genere maschile. E le associazioni possono essere tante.

In Russia, la città è uomo. è forte, possente, dalla figura imponente, la sua altezza e la sua grandezza a volte ti fa sentire perso, altre ti conforta e ti protegge.
In Russia, la città è uomo. Sopporta qualsiasi cosa: il freddo, la neve, il gelo continuo, oltre alle difficoltà, tutte quelle che la vita ti pone davanti. Le ristrettezze economiche, la politica in crisi, sono problemi superabili, e li affronta con coraggio e determinazione.
In Russia, la città è uomo. Sa cosa deve e non deve essere fatto, ha regole rigorose, e guai a chi non le rispetta. è responsabile e seria, e pretende lo stesso da tutti.
In Russia, la città è uomo. All’inizio è sospettosa, timida, ti chiede mille informazioni, e stenta a rivelarsi, ma poi si apre, e ti rende partecipe di tutte le sue possibilità, ti coinvolge nella sua vitalità ed energia.
In Russia, la città è uomo. Ha mille passioni e mille interessi: devi solo scegliere quale ti piace di più, e seguirla.
In Russia, la città è uomo. Ha un fascino dal quale non puoi fuggire, una volta noto, e col tempo quel fascino non fa che aumentare, non fa che coinvolgerti sempre più. E non puoi più farne a meno.

E dunque, come l’uomo e la donna sono le due parti del tutto, la città italiana e quella russa si completano. Insieme formano l’idillio, la perfezione. La città che affascina e conquista.
Per sempre.

commenti
  1. una parola: mammamiabell!

  2. Y. scrive:

    l’ond’ ngopp’ a spond’ fà à scumm
    se sfum
    è inutil’ vuttà acqu’ ngopp ò fuoc comm’ a cum’
    sole è oro argient’ è lun’
    e o vesuvio ngopp’ a cost’ fum’
    e oò vient’ port’ zolf e arom’
    ò golf’ ispir o poem’ e na siren’
    protagonist’ è st’odissea
    …..
    pell’ comm latt’
    mar’ comm liett’
    te cant’ stù sunett’ ch’tratt e nu ritratt fatt’ a na dea
    mè crer’r
    partenope è chiù bell e vener’
    è sì è bucij’ bruciat’m
    e nient’ è chiù fertil’ rà cener’
    …..
    rimmell’ tu specchio delle mie brame
    qual’è a chiù bell’ e stù reame
    napoli oggi palepoli aier’
    anche l’aria addor’ e storia e ò piacer’ miez’ a stì quartier’
    sì vir’ e sfumatur’ rò dialett’
    cpisc’ stà terr’ cù quanta gent’ ammor’ a fatt’
    quind me mett’ e nott’ cun na stilo
    pitt’ o profil e stù cunfett’ c’affann
    e dà chest’ ond’ca bagn’n e spond’
    se crea n’atù poem’ comm’ a chest’ odissea…

    (Odissea – La Famiglia)

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...