Questa faccenda della società della comunicazione, dei mass media, del web 2.0 ci sta distruggendo. E non parlo solo della tipica alienazione da pc nella stanza chiusa o da smartphone la sera al bar: la questione che pongo è quella della necessità impellente e continua di esprimersi, di comunicare tutto, ad ogni costo. Si intenda, io sono una sostenitrice di tutte le possibilità offerte dai social network e mezzi vari ed eventuali di comunicazione a distanza…ma c’è modo e modo, suvvia!
Oramai il web è divenuto l’agorà del 21esimo secolo: un luogo immenso, dai mille tentacoli, così vivido nelle nostre concezioni, eppure così effimero, irreale, virtuale. In questa vita perennemente connessa, in cui o sei “like” o sei “out”, chiunque si sente in dovere di dire la propria. Su tutto. E la cosa più terribile di tutto ciò è l’effetto tam tam: basta che inizia uno. PAM! vai con la trafila di bla, doppio bla, triplo bla, bla con contorno di patate, bla al formaggio e soprattutto il temibile blablablaiosonocontrobla. Ultimamente questa folla del web si è davvero scatenata: la questione dell’oscar a “La grande bellezza” ha messo in campo inaspettati critici cinematografici, la maggior parte dei quali intervenuti per cercare di esprimere la loro contrarietà alla premiazione del film (mi spiace, “Fuga di cervelli” non era in corsa, sarà per la prossima…). Per non parlare dei riferimenti alla disfatta di Di Caprio, che anche se magari non gliene fregava niente ora si sarà proprio rotto di questi oscar del piffero. E prima? Vogliamo parlare della tiritera del NonVedoSanremoMaQuelMinutoCheHoVistoBleah? e prima? L’inimitabile MaPioveTroppo se piove IN INVERNO (e quando deve piovere?) o FaTroppoCaldo d’ESTATE (e dove sta la novità?). E prima ancora? Le foto di ciò che mangiate, di ciò che vedete, di ciò che comprate. Va bene, ogni tanto. Va bene, comunicare. Ma a me sembra assurdo che certe questioni vengano così messe in risalto, e affrontate con tale enfasi che manco i sanculotti nella rivoluzione francese al grido di liberté, égalité e fraternité…se solo convogliassimo un minimo di energie per la vera informazione, e per la comunicazione breve ma effettiva, sfruttando al massimo le possibilità che questo mondo mediato è in grado di offrirci, potremmo cambiare il mondo. Creare una civiltà che possa basarsi sui criteri nobilissimi del web 2.0: condividere, collaborare, informare. Ma se ci si scaglia contro Sorrentino invece che contro politici che governano senza essere eletti con fior fior di indagati e condannati, dove potremmo mai andare a finire? se si passa la vita a criticare chi fa questo e quello, a criticare chi critica chi fa, a criticare chi critica chi critica chi…no aspettate mi sono persa. Insomma, se al di là della giusta dose di (spero coscienzioso) svago telematico non si riesce a discernere cosa sia davvero meritevole di critica e di considerazione, beh, continuate, continuate pure con il vostro nomi cose e città su eventi del mondo a caso. Io propongo la R: RIFLETTI.

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