La primavera delle (dis)illusioni

Pubblicato: maggio 19, 2014 in Attualità, oggi, Riflettevo
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Erano tre anni che non vivevo una primavera nella mia città. Tre anni che non vedevo gli albicocchi e i prugni in fiore, tre anni che non mangiavo le nespole, che non vivevo le prime giornate di calore napoletano, che non guardavo il mare luccicare sotto i raggi del sole di maggio, per poi rimanere il giorno dopo chiusa in casa brontolando per la pioggia eccessiva, pensando ‘ma quando viene l’estate?’. le mie scorse primavere si sono tinte dei tiepidi colori russi, tra gelo e disgelo, tra emozioni e scoperte.
è bella, qui, la primavera, è piena di profumi, di colori. e soprattutto, è piena di attese e di speranze. perché in primavera il corpo e la mente si risvegliano, si preparano alla stagione calda, alle giornate più lunghe, alla vita piena. ed è forse il momento anche di fare un po’ il bilancio, molto più che a fine anno, quando sei nel bel mezzo dell’inverno, nel bel mezzo del lavoro e dello studio, e la finestra più o meno lunga di riposo estivo è ancora solo un timido spiraglio di luce in fondo al tunnel. in primavera pensi a quello che vorresti fare in estate…e a quello che cercherai di fare dopo.
dopo.
Si, ci sono mille pensieri, desideri e disillusioni a tenerci compagnia, nel mese di maggio, in questo mese di preparazione, in questo momento di stanchezza per l’annata trascorsa.
e capita di pensare al futuro, alla paura di non riuscire a fare ciò che si vorrebbe.
questo è assurdo. se si vuole fare qualcosa la si fa. tutto dovrebbe essere predisposto perché tu possa dare il meglio di te, e farla.
e invece…
è triste, questa questione del doversi tarpare le ali, del non poter avere qualche piccolo sogno. è triste, è ingiusto, è denigrante, è immorale, è…dì una parola che ti faccia ribrezzo, lo è.
Ho nostalgia dell’epoca in cui si chiedeva ‘cosa vuoi fare da grande?’. tu ci credevi, a quella domanda, e già ti figuravi adulto, preso dalla tua passione, dal lavoro che sognavi. una domanda così banale, che oggi viene posta in modo così accorto, quasi sottovoce, a mano a mano che ci si avvicina all’età della famigerata ricerca lavorativa: ‘…e poi…cosa vorresti fare…?’ come se in realtà non fossi tu, a decidere davvero. e quindi, tanto vale accontentarsi.
ma in fondo, la vita è fatta di queste cose. di disillusioni, di stanchezze, di difficoltà. e si cresce solo superandole, non è così? bene.
allora superiamole.

commenti
  1. Y. scrive:

    Le supereremo, insieme!
    Te lo prometto.
    (lo stiamo già facendo, ogni giorno)🙂

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