Cuore a metà

Pubblicato: gennaio 6, 2015 in musica, Napoli
Tag:, , , , , ,

A metà il tuo, prima. A metà il nostro, ora.

E quanto è difficile, rinunciare al cuore? Rinunciare alla voce delle emozioni, al richiamo alle radici, al canto passionale e malinconico della vita di cui tu eri l’interprete più sincero?

è troppo difficile.

La scomparsa di Pino Daniele ha sconvolto tutti. Ha distrutto Napoli, e l’ha unita nel dolore della mancanza. Si, ci hai legati prima, e continui a farlo: la città tutta piange il suo cantore, il suo poeta lazzaro e felice, come lei. Da due giorni non facciamo che cantare quelle parole che sono i versi di tante generazioni di sognatori amanti della loro terra, dell’amore, della vita e delle sue contraddizioni. E i canti oggi sono litanie di infinita tristezza, che cercano di sopperire a un senso di vuoto che rimanda inevitabilmente all’altra grave mancanza. Ironia della sorte, tu e Massimo, uniti nel cuore in tutto e per tutto.

Anche il mio blog, qui, è pieno di te, sai. Ero a Napoli, e le tue note mi avvicinavano all’anima più profonda della città. Ero in Siberia, e le tue note mi facevano tornare sul mare, sotto al Vesuvio, mi facevano capire che Napoli non si può lasciare. Non per sempre, non a cuor leggero.
Nonostante tutto.
E le lacrime che rigavano il mio volto erano gravide di malinconia ma feconde di speranza, per un futuro migliore per la mia terra e per i suoi figli più affezionati. Perché tu lo sapevi bene che Napoli, più che uno stato mentale, è uno stato del cuore. Del tuo cuore fragile, e del nostro che batte al ritmo delle onde del mare, e zittisce la mente che a volte cerca di distoglierlo da quell’amore impossibile.
Ma come si fa a non sentire il cuore? Come si fa ad andare contro il battito vitale, che scandisce ogni istante della nostra esistenza?
Io lo so comme fa o’ core quanno s’è sbagliato…ma con la mia terra non può sbagliare, mai.

E tu lo sapevi. Voi lo sapevate, che al cuore non si comanda. Purtroppo, in alcuni casi.

Pino, tu sei Napoli. E Napoli senza te non è la stessa.

Ieri la sempre beffarda sequenza causale mi propone “Libertà”. Erano i tempo di “Terra mia”, una meravigliosa ode d’amore. Ho pensato alle lacrime che anche io stavo versando, pensando al tempo che se ne va.
Ho pensato alla libertà che hai sempre cercato e invocato.
E a quella che forse ieri la tua anima ha raggiunto davvero. Lo spero, mio caro Pino. Io lo spero.

Chiove ‘ncoppa a ‘sti palazze scure
‘Ncoppa ‘e mure fracete d’a casa mia
Tutt’attuorno l’aria addora ‘e ‘nfuso
Chi song’io
Che cammine ‘mmiezo ‘a via
Parlanno ‘e libertà
Stà durmenno senza tiempo
‘Nu ricordo ca nun penzo cchiù
Ma che succede io sto’ chiagnenno
Penzanno a ‘o tiempo ca se ne va
E cammine ‘mmiezo ‘a via
Parlanno ‘e libertà.

Cià guagliò.

images

commenti
  1. Y. scrive:

    …ogni juorno pò cagnà
    oggi è diritto, dimane è stuorto
    e chesta vita se ne va…

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...