Lost in the past

Pubblicato: gennaio 15, 2016 in Attualità, cultura, oggi, Riflettevo
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C’è una tendenza frequente, nella storia dell’essere umano, a mio parere esemplificata magistralmente nello splendido film di Woody Allen “Midnight in Paris”: vagheggiamo sempre il passato. Nel  neoclassicismo ci si ispirava agli imperi greco-romani, nel romanticismo ritorno alle epoche passate, medievali e rinascimentali, nell’epoca contemporanea a un ritorno alla natura, prima della rivoluzione industriale. Scrittori, poeti, artisti hanno sempre rappresentato i drammi della loro società, spesso cercando rifugio in un passato creduto più accomodante, più sicuro.

Anche oggi è così, e capita anche a me, vedendo come ci siamo ridotti: schiavi dei mille schermi che ci circondano, computer, tablet, smartphone, televisioni, tutta la vita è vissuta attraverso, raccontata agli altri, dagli altri, e non più vissuta.

Ma non ci stanno atrofizzando il cervello?

Ho paura di ciò che potremo diventare, del ruolo sempre più marginale che l’arte, la letteratura, la cultura sta acquisendo nelle nostre vite. L’intrattenimento è solo denaro, desiderio del popolo più spicciolo.  Non c’è impegno politico. Non c’è una corrente culturale. Solo denaro, solo consumo.

Mi sembra un paradosso, perché le grandiose scoperte tecnologiche che abbiamo si stanno ritorcendo contro il loro creatore, il cervello umano, sostituendosi ad esso, fornendogli comodi appigli dove rifugiarsi senza compiere sforzo alcuno, senza riflettere sul suo ruolo, sulla sua missione di vita. Forse prima ci facevamo più domande? Forse prima si combatteva per i propri ideali e per un futuro migliore? Forse prima pensavamo di più?

Non lo so, perché non c’ero. Potrebbe essere. O potrei star vagheggiando, come Gil che credeva gli anni ’20 i migliori in cui si potesse Vivere. Mentre la sua Adriana, che li viveva, li disprezzava, preferendo la Belle Époque di fine ottocento. Disprezzata, a sua volta, dagli impressionisti, ben più legati ai fasti rinascimentali…e così via.

E dunque, forse meglio rimanere in questo presente, anche se “un po’ insoddisfacente”…e cercare di migliorarlo.

commenti
  1. Y. scrive:

    Adoro le tue riflessioni e il modo in cui le esprimi. Adoro te!

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